Bryn Mawr Classical Review

BMCR 2018.12.19 on the BMCR blog

Bryn Mawr Classical Review 2018.12.19

Jean-Marie Olivier, Supplément au Répertoire des bibliothèques et des catalogues de manuscrits grecs (2 vols.). Corpus Christianorum, Series Graeca.   Turnhout:  Brepols, 2018.  Pp. lxxxiv, 1468.  ISBN 9782503577180 (1° vol.), 9782503577197 (2° vol.).  €350,00.  ISBN 9782503577203.  set.  


Reviewed by Davide Muratore, Istituto Magistrale Statale “Leonardo da Vinci”, Alba (CN) (davide.muratore@gmail.com)

La prima edizione del Répertoire di Marcel Richard – un volume di circa 150 pagine che enumerava 524 pubblicazioni – uscì settant’anni fa,1 dopo i travagli della Seconda guerra mondiale, ponendosi immediatamente come strumento euristico fondamentale per ogni indagine sui manoscritti greci e sulle biblioteche che li conservano.

Una seconda edizione di dimensioni quasi doppie vide la luce dieci anni dopo2 e un Supplément I (1958-1963) nel 1964.3 Circa vent’anni dopo la morte dell’abbé Richard (†1976), nel 1995, Jean-Marie Olivier ha pubblicato una terza edizione4 che registra – con una nuova numerazione – oltre 2500 pubblicazioni.

L’attuale Supplément corregge, integra e aggiorna (senza ripeterne i dati rimasti inalterati) questa terza edizione, che quindi rimane pienamente in uso. Seguendo un auspicio dell’Autore,5 indicherò la terza edizione del 1995 con la sigla RRO (Répertoire Richard Olivier), questo Supplément con la sigla RSO (Répertoire Supplément Olivier).

Dopo un “Avant-propos” (pp. I-IV) che puntualizza alcuni criteri adottati nella compilazione dell’opera, vi sono dettagliatissimi “Corrigenda au Répertoire” (pp. V-LXXIII), una “Table des villes et lieux où sont (ou étaient) conservés des manuscrits grecs, avec renvoi aux pages du présent ouvrage où il en est fait mention” (pp. LXXV-LXXXII) e una lista di “Abréviations usuelles” (pp. LXXXIII-LXXXIV). Seguono quindi le consuete sezioni che scandiscono il corpo del Répertoire: I. “Bibliographie” (pp. 1-4), II. “Recueils de travaux” (pp. 5-9), III. “Catalogues spécialisés” (pp. 11-54);6 IV. “Catalogues régionaux et répartition par pays des villes et autres lieux nommés au ch. V” (pp. 55-96), V. “Villes et autres lieux” (pp. 97-1348). Chiudono l’opera l’elenco di “Revues et actes académiques cités” (pp. 1349-1370) e un indice dei nomi di biblioteche, fondi e possessori e dei manoscritti citati in contesti diversi da quelli della biblioteca che li conserva (pp. 1371-1455; non sono invece indicizzati autori e opere tràditi, che Olivier segnala per i codici meno conosciuti).7 Infine, alcune pagine di “Addenda” raccolgono notizie giunte dopo il completamento dell’impaginato (pp. 1457-1466; vi si rimanda, nella parte principale dell’opera, con un asterisco). Un’ultima pagina non numerata contiene la “Table des matières”.

Nella sezione dedicata a “Villes et autres lieux” per ciascuna biblioteca si segnalano la bibliografia generale, quella dei singoli fondi, la bibliografia relativa a gruppi di manoscritti o a singoli manoscritti (in ordine di segnatura),8 il materiale attinente al fondo in questione trattato nelle nuove pubblicazioni delle sezioni II-IV o in altri cataloghi che coprono più fondi,9 le descrizioni e le riproduzioni digitali disponibili in internet, notizie su codici smembrati e su codici o parti di codici provenienti da o approdati in altre biblioteche (per questi è utilissimo il citato indice finale).10 In calce, come fin dalla prima edizione, l’indicazione del numero dei manoscritti greci del fondo (o degli ulteriori manoscritti, per fondi già in RRO).

La rassegna della bibliografia,11 ma anche comunicazioni di studiosi o ricerche dell’Autore stesso offrono una grande quantità di nuovo materiale,12 come appare già dalla mole dell’opera.

Sono segnalate numerose nuove collezioni, non solo in Grecia (una quindicina di nuove località e altrettanti nuovi fondi in località già in RRO), ma in tutta l’Europa (solo in Italia complessivamente una trentina), nel Medio-Oriente, nelle Americhe (solo negli USA complessivamente più di venti) e nel resto del mondo.

La trattazione delle biblioteche già note è aggiornata e arricchita, con attenzione ai cambiamenti della loro denominazione e dei sistemi di segnatura dei codici e agli spostamenti di intere collezioni o di singoli manoscritti legati a mutamenti geopolitici, riorganizzazioni amministrative e commercio antiquario. In quest’ottica vengono segnalate anche biblioteche scomparse, qualora i codici che le formavano non abbiano ancora trovato una collocazione stabile, o l’abbiano trovata solo recentemente.13

Una vistosa novità del Supplément è la presa in considerazione del contributo di internet: nuove catalogazioni on-line, versioni digitali – su siti gratuiti e legali – di cataloghi e studi a stampa,14 riproduzioni di manoscritti, reperimento di vecchia bibliografia precedentemente sfuggita. L’Autore stesso15 avverte del rischio di obsolescenza dei link forniti e invita a usare i siti istituzionali delle singole biblioteche16 e i principali siti dedicati ai manoscritti greci17 per aggiornare il Supplément. In particolare i programmi di digitalizzazione dei fondi procedono, in alcuni casi speditamente: sono, ad esempio, digitalizzati molti nuovi manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana, della Bayerische Staatsbibliothek di München, della Österreichische Nationalbibliothek di Vienna. Su Internet Culturale si trova ora, oltre a quanto segnalato in RSO, la digitalizzazione di una parte dei mss. greci della Vallicelliana di Roma e della Marciana di Venezia. Il Digital Catalogue of Manuscripts in Sweden offre ora nuove digitalizzazioni di manoscritti di Skokloster, Uppsala, ecc.). Una breve descrizione e le riproduzioni di 258 manoscritti di vari monasteri dell’Athos sono disponibili presso la Library of Congress. I manoscritti omerici A (Gr. Z. 454 [822]), B (Gr. Z. 453 [821]) e U4 (Gr. Z. 458 [841]) della Marciana di Venezia, E3 (y. I. 11 [gr. 294]) ed E4 (Ω. Ι. 12 [gr. 513]) della Real Biblioteca de El Escorial sono riprodotti in The Homer Multitext Project, con breve descrizione, bibliografia e vari contributi nell’apposito blog.18

La prefazione è datata 20 dicembre 2015 e il materiale più recente degli “Addenda” è della metà dell’anno seguente. È naturale che siano quindi possibili aggiornamenti e aggiunte anche per le opere a stampa.19 Sono ora disponibili, ad esempio, alcune delle pubblicazioni annunciate: n° 138c (p. 41) è uscito, a cura di Francesca Prometea Barone e Sever Voicu, Paris, CNRS, 2018, ISBN 9782271119490; – n° 1647m (p. 764) è ora in «RSBN» 52 (2015), pp. 93-164, sp. 122 ss.; – nn. 1778a, 1778x (p. 864): per il volume annunciato cfr. ora Catalogus codicum Graecorum Bibliothecae nationalis Neapolitanae. III, a cura di Maria Rosa Formentin, con la collaborazione di Francesca Richetti e Linda Siben, Roma 2015; – per n° 1873g (p. 946) cfr. Mark Lawrence Sosower – Nigel Guy Wilson, A catalogue of the Greek manuscripts of Magdalen College, Oxford, Cambridge (MA), Venetian Press, 2016, ISBN 9780998457000. Inoltre: per Perugia cfr. ora I manoscritti greci di Perugia. Biblioteca Comunale Augusta e Biblioteca dell’Archivio del Monastero di San Pietro. Catalogo a cura di Isabella Proietti, Spoleto 2016, ISBN 9788868091040; — per la Biblioteca Nazionale di Roma cfr. ora il Catalogo dei manoscritti greci della Biblioteca nazionale centrale di Roma, a cura di Domenico Surace, coordinamento Livia Martinoli, con una prefazione di Giuseppe De Gregorio, Roma 2016.

Il volume appare estremamente curato. La fruibilità è apprezzabilmente migliorata dal ripristino del richiamo della località trattata nel titolo corrente delle pagine dispari (assente in RRO). Anche se solo la prova dell’uso potrà verificarne in dettaglio l’affidabilità, personalmente ho rilevato un unico errore di sostanza: 20 a p. 188 si segnala a “Bari [Italia] … un ms sans cote (Théophile Corydalée, XVIIIe s.) qui serait conservé dans le Moυσεῖο τῆς Σχολῆς τῶν Εὐελπίδων [?].” La fonte – il saggio di Ghiannis Karas, Οἱ Ἐπιστῆμες στὴν Τουρκοκρατία ..., ΙΙΙ, Athina 1994 – cita appunto (p. 449) un manoscritto del Korydaleos segnalato all’Autore dal tenente colonnello (ἀντισυνταγματάρχης) Ἀνδρέας Καστάνης, che è Καθηγητής Στρατιωτικής Ιστορίας-Στρατιωτική Ανάλυση Μαχών dell’Accademia Militare greca, come risulta dal suo profilo on-line. Ora, l’Accademia (Στρατιωτική Σχολή Ευελπίδων) ha sede, dagli inizi degli Anni Ottanta, nel comune dell’Attica di Βάρη-Βούλα-Βουλιαγμένη. Questo, dunque, e non il capoluogo pugliese, è la sede in cui è conservato il codice.

In conclusione, grazie all’opera di Jean-Marie Olivier, il Répertoire, dettagliata fotografia degli approdi ultimi dei manoscritti greci (e dei loro spostamenti più recenti), si conferma come strumento di lavoro indispensabile. Ragioni di comodità d’uso e di facilità di mise au jour rendono auspicabile una sua versione digitale e la sua disponibilità on-line.


Notes:


1.   Paris, CNRS, 1948.
2.   Paris, CNRS, 1958, pp. XX, 277, 884 pubblicazioni.
3.   Paris, CNRS, 1964, pp. XVI, 77.
4.   Répertoire des bibliothèques et des catalogues de manuscrits grecs de Marcel Richard. Troisième édition entièrement refondue par Jean-Marie Olivier, Corpus Christianorum, Brepols, Turnhout 1995.
5.   “Avant-propos”, pp. II-III.
6.   Comprende: “Manuscrits astrologiques”, “bibliques”, “bilingues ou plurilingues”, “datés”, ecc.; quindi una rassegna di “Catalogues par auteur(s)” (pp. 34-45); una di “Catalogues (ou listes) par origine géographique des manuscrits”; e ancora “Catalogues par type d’écriture”, “Copistes”, “Fac-similés”, ecc.
7.   Non concordo con le obiezioni che Charles Astruc muoveva a quest’ultima prassi recensendo la seconda edizione del Répertoire («Bull. Ass. Budé» 1959 (1), pp. 157-164, sp. 159-160): l’indicazione mi pare utile, almeno come primo orientamento.
8.   Lo scivolamento verso una bibliografia dei singoli manoscritti – rischio del quale l’Autore si dichiara consapevole (cfr. p. I) – è di norma giustificato dalla necessità di dare informazioni su codici non catalogati o comunque inadeguatamente conosciuti.
9.   Talora anche di cataloghi già segnalati in RRO: cfr. ad es. nn. 436-441, 1848. L’utilità di tale spoglio sistematico è esplicitamente rivendicata dall’Autore (RRO, p. II; RSO, pp. I-II).
10.   S. v. “Manuscrits cités”, pp. 1411-1427.
11.   Talora essa è selettiva, dichiaratamente (cfr. “Catalogues spécialisés, Copistes”, p. 48 n. 1), o di fatto, come per i “Catalogues par auteur(s)”, per i quali non vi è più l’esplicito avviso che vi era in RRO, p. 21 n. 1, o per le opere di storia o cronaca locale, in particolare greche. Cfr., in proposito, quanto rilevava per RRO Michel Cacouros, in «Revue des études byzantines» 55 (1997), pp. 342-344, sp. 342.
12.   La nuova bibliografia è distinta (come nel Supplément del 1964) con lettere intercalari discontinue (alla bisogna, due: cfr. ad es. 855da, 855ga, 2079ma, 2211ba, ecc.). Talora la riorganizzazione della trattazione dei fondi di una città o di una biblioteca altera la sequenza della numerazione, cosa che viene opportunamente segnalata: cfr. ad es. pp. 837-847, 1463-1464 (Moskva), 1098-1142 (Sankt-Peterburg).
13.   Cfr., ad esempio, i manoscritti di biblioteche rumene descritte da Erbiceanu (RRO n° 280), le cui sorti sono ampiamente discusse alle pp. 80-83; i manoscritti Phillipps di Cheltenham, in gran parte dispersi sul mercato antiquario, dettagliatamente discussi alle pp. 301-315, 1458-1459; gli spostamenti della collezione Lobkovic, già a Roudnice nad Labem, poi a Praga, ora a Nelahozeves (pp. 873-4, 1028 n. 1, 1075).
14.   En passant segnalo che RRO 1105, oltre che disponibile in pdf, è stato anche riversato in un apposito sito; RSO 2052h si trova ora qui.
15.   “Avant-propos”, p. II.
16.   Fra le novità rilevanti si possono segnalare, ad esempio, per la Biblioteca Medicea Laurenziana, la nuova e più ricca versione della Teca Digitale; il nuovo sito delle Digital Collections di Leiden; i nuovi siti oxoniensi, con A catalogue of Western manuscripts at the Bodleian Libraries and selected Oxford colleges e riproduzioni digitali. Le descrizioni (con riproduzione di alcune pagine) dei codici di Arezzo, Cortona, Firenze (Archivio di Stato), Livorno, Lucca, Pistoia e Siena, per le quali RSO rimanda a codex.sns.it, sono ora invece raggiungibili al sito del Progetto “Codex – Inventario dei manoscritti medievali della Toscana”. Il sito di The Schøyen Collection di Oslo (cfr. p. 902 e n. 2) è ora aggiornato alla “23rd Internet Edition” (© 2000-2017).
17.   Ai repertori segnalati – messi a frutto in questa stessa recensione – si può aggiungere almeno la comoda rassegna dei Digitized Greek Manuscripts dell’Università di Princeton.
18.   Dell’Estense di Modena è riprodotto anche il ms. α.U.9.7 (gr. 56).
19.   Da integrare anche alcuni dei complementi segnalati da Cacouros (v. supra, nota 11), pp. 343-344.
20.   Il volume di Raúl Caballero Sánchez n° 142k non è “sous presse”: è stato pubblicato nel 2002 (ISBN 9788460756804). Il rimando alla “Reproduction numérique des codd. 13 et 71 à l’adresse http://www.mss.vatlib.it/gui/scan/link.jsp” di p. 365 è un’inavvertita duplicazione dell’analoga pericope di p. 345, dove è correttamente riferita ai Codices Vaticani arabici (fra i quali ad oggi risultano digitalizzati anche i nn. 154 e 581). Rari i refusi: n° 338f Κανδηλανάπτου > Κανδηλάπτου; n° 855e trattatisca > trattatistica; n° 1818a “basée sur le 1818a” > “basée sur le 1818”; p. 1014 Catedrale > Cattedrale.

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