Bryn Mawr Classical Review

BMCR 2018.11.49 on the BMCR blog

Bryn Mawr Classical Review 2018.11.49

Concetta Bianca, Saulo Delle Donne, Luigi Ferreri, Anna Gaspari (ed.), Le prime edizioni greche a Roma (1510-1526). Europa Humanistica, 20.   Turnhout:  Brepols, 2017.  Pp. 447.  ISBN 9782503570297.  €95,00.  


Reviewed by Maria Luisa Napolitano, Università di Napoli "Federico II" (marialuisa.napolitano@unina.it)

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In questo importante volume si illustrano le prime edizioni romane di opere in lingua greca, finora scarsamente considerate negli studi sul settore. Il fenomeno, connesso alla Firenze de’ Medici e alla Venezia di Manuzio, tardivo e in declino dopo il 1526, si sviluppa soprattutto nella Roma di Leone X, al secolo Giovanni di Lorenzo de’ Medici, in ambienti prossimi o coincidenti con l’entourage pontificio. I diversi contributi, stimolanti per la riflessione filologica e storica, mostrano l’evidenza di un progetto, poi decaduto, di formazione scolastica e ideologica della nuova élite di Roma cristiana.

Le opere presentate sono diciannove, ordinate sulla base delle edizioni nelle sei parti del volume, le prime cinque riferite alle stamperie romane identificabili, l’ultima dedicata ai testi di anonima e incerta attribuzione editoriale. Per ogni edizione, schede biografiche accurate informano su editori e autori. I volumi, singolarmente considerati, sono presentati nella loro specificità editoriale: font, frontespizio, colophon, privilegio, eventuale introduzione e /o dedica, epistole e versi encomiastici. I testi sono riprodotti in lingua originale e in traduzione italiana. I singoli contributi registrano nel dettaglio ed esaminano criticamente le diverse edizioni tenendo conto di fonti manoscritte, modelli in pubblicazioni non romane, struttura, contenuti e finalità, con bibliografia aggiornata ed eventuali valutazioni degli status quaestionis.

Le radici del fenomeno romano sono indagate nella Premessa di Concetta Bianca. L’insegnamento della lingua greca e la ricerca di manoscritti greci, laici e patristici, avevano attirato numerosi intellettuali tra Firenze e Venezia, cui si era aggiunta Roma sotto i pontificati di Niccolò V (1447-1455) e di Leone X (1513-1521). Lorenzo aveva inviato in Oriente Giano Lascari a ricercare codici e a individuare giovani studiosi greci da avviare alla lingua latina e alla cultura occidentale. Leone X, accogliendo il progetto e trasferendolo nell’Urbe, istituisce con Lascari il Gymnasium Graecum, per una cultura bilingue tra Europa e Oriente greco sotto la guida di Roma.

La motivazione del declino delle edizioni greche dopo il 1526 può indicarsi nel rinnovato interesse di Roma alle questioni teologiche ed ecclesiali, pressanti per la diffusione del luteranesimo.

Nella Introduzione, Luigi Ferreri anticipa le linee guida dell’opera. Delle diciannove edizioni in esame ben sette sono curate dal cretese Zaccaria Calliergi e cinque sono assegnate al Ginnasio greco. Si aggiungono l’edizione di tre orazioni isocratee priva di data e note tipografiche e due pubblicazioni curate da Angelo Barbato; un’edizione della Tabula Cebetis con altri tre opuscoli di cui non si accoglie l’attribuzione da altri proposta al Ginnasio greco; una pubblicazione, di natura liturgica, del cretese Demetrio Duca (1526). Il problema storico-culturale di una produzione greca tarda e scarna contrasta con alcune premesse: la cattedra di greco presso lo Studium Urbis del 1406; l’entusiasmo per il greco suscitato da Emanuele Crisolora, dopo Firenze a Roma nel 1411; l’attività romana del cardinale Bessarione. Non è improbabile che Roma abbia rinunciato a competere, nel tempo, con il grande polo editoriale di Aldo Manuzio a Venezia. L’abilissimo tipografo Calliergi, in precedenza attivo con una propria stamperia greca a Venezia, si trasferisce a Roma su richiesta dell’umanista Colocci, segretario del papa, e impiega per le sue edizioni i tipi della stamperia veneziana, risultando attivo anche nella tipografia delle opere del Ginnasio. Calliergi predilige gli auctores di grande tradizione scolastica e i lessici antichi e bizantini; il Ginnasio greco sotto Lascari la tradizione scoliastica e sotto il successore Apostoli i florilegia; di impiego scolastico anche le tre orazioni parenetiche isocratee.

Apre il volume l’Operetta bellissima da imparare la lingua greca, di Paolo Enea, stampata nel 1510 grazie alla collaborazione del libraio Etienne Guillery con Ercole Nani. Le schede biografiche degli editori sono di L. Ferreri, l’esame dell’Operetta è affidato ad Antonio Rollo. L’opuscolo costituisce un introductorium, un prontuario per lo studio di base della lingua, con una silloge di brevi testi devozionali greci, da affiancarsi come appendice al manuale di grammatica.

La scheda biografica di Zaccaria Calliergi è di Jean-Marie Flamand. L’approfondimento sul volume pindarico (Pindari Carmina cum vetere commentario et scholiis) è curato da Saulo Delle Donne, autore inoltre delle tre Appendici: (1) Di alcune vicende editoriali particolari concernenti il Pindarus di Calliergi; (2) S. Fogelmark, The Kallierges Pindar. A Study in Renaissance Greek Scholarship and Printing, Cologne, Dinter Antiquariat, 2015; (3) Una nuova pièce liminare: la lettera di Calliergi a Marco Musuro quale dedica del suo Pindarus. Nelle appendici seconda e terza si discute la lettera di Calliergi a Marco Musuro, presente, pur mutila, nel solo esemplare della Old Library del Jesus College di Cambridge. Il Pindarus risulta volume editorialmente complesso, con un notevole numero di testi (passi antichi di introduzione a Pindaro e alla lirica corale; odi pindariche; scholia vetera in versi e in prosa; scholia recentia alle Olimpiche) riordinati e organizzati in sezioni dal Calliergi, editore scientifico, impaginatore, correttore, stampatore. Le sezioni mostrano un notevole sforzo editoriale e ripetuti interventi di resetting, con risultati apprezzabili ma denotanti difficoltà sul piano operativo.

Luigi Ferreri prende in esame il Theocriti Idyllia cum scholiis di Calliergi, edizione completa dell’opera teocritea corredata degli scolî antichi. Il lavoro di Calliergi sugli scolî, in particolare, risulta di notevole complessità. Da codici differenti, egli trascrive o contamina scolî antichi e recenziori, integra lemmi mancanti e raccorda esegesi da fonti differenti, talora parafrasando glosse interlineari e probabilmente inserendo anche scolî di propria mano.

Ancora il Calliergi è l’editore di un testo liturgico, Horae in laudem beatissimae Virginis, analizzato da Anna Gaspari. L’operetta, del 1516, include sette salmi penitenziali con litanie e preghiere. Il testo, interamente in greco, sembra indirizzato ai cristiani di rito ortodosso, ma non è da escludersi una finalità didattica. Zaccaria Calliergi fu il primo a stampare testi liturgici greci a Roma, proseguendo un progetto iniziato a Venezia nel 1509. Rivolgendosi nella prefazione ai cristiani ortodossi, egli dichiara un programma editoriale di testi liturgici per i ‘Greci di Grecia”, in accordo con lo spirito della Controriforma.

Anna Gaspari esamina altre tre edizioni di Calliergi. Del 1517 è il primo lessico greco, Thomae Magistri Attici eloquii elegantiae, una raccolta di lemmi attici del bizantino Tommaso Magistro (1275-1347). La lista di vocaboli ed espressioni degli autori, verosimilmente rivolta agli studenti del Ginnasio, è esemplata da opere lessicografiche. Nello stesso anno, Calliergi edita un ulteriore repertorio lessicale attico, Phrynichi Ecloga verborum et nominum Atticorum, del grammatico greco Frinico Arabio (II d.C.), editio princeps di un’operetta atticista a complemento delle Eclogae del Magistro. Nel 1520, Calliergi dà alle stampe l’Ochtoechos. Destinato come le Horae ai “cristiani ortodossi”, l’opera continua il progetto di edizione dei libri liturgici della Chiesa bizantina, con otto uffici domenicali ordinati secondo la scala degli otto toni musicali.

Giuseppe Ucciardello analizza estesamente l’edizione di Calliergi del grande dizionario greco del vescovo Guarino Favorino Camerte (ca. 1450-1537), precettore di Giuliano e di Giovanni de’ Medici ( Leone X), docente di Greco nello Studium Urbis romano. L’opera, Guarini Favorini Magnum Dictionarium Graecum (1523), l’ultima delle edizioni di Calliergi, ricchissimo vocabolario monolingue greco, costituisce il più “poderoso sforzo tipografico dell’epoca”. Fondato sulla selezione e sulla schedatura delle opere lessicografiche antiche da cui i termini erano selezionati, schedati, revisionati, integrati con lemmi di diversa origine, rielaborati, eventualmente emendati, il lessico procede per ordine alfabetico, con sottosezioni interne e senza distinzioni per generi

La terza sezione del volume, dedicata alle edizioni del Ginnasio greco è introdotta dalle schede biografiche di Jean-Marie Flamand su Giano Lascari (1445 ca. – 1534) e Aristobulo Apostoli, poi Arsenio (1465 ca. – 1535). Dalla Firenze dei Medici a Roma, Lascari aveva elaborato con lo stampatore Lorenzo de’ Alopa una nuova serie di caratteri a stampa, riproducenti la scrittura epigrafica greca. Fondatore con Leone X del Ginnasio greco, ne istituisce la stamperia, impiegando i caratteri greci di Alopa. Dopo la partenza di Lascari da Roma, nel 1518, l’impresa editoriale sarà ripresa dal cretese Aristobulo (Arsenio) Apostoli, tra i giovani intellettuali condotti da Lascari a Firenze, con la direzione del Ginnasio greco.

Tra le Edizioni sicuramente del Ginnasio greco, a opera di Lascari e degli studiosi da lui guidati, rientrano le pubblicazioni degli scolî all’Iliade (Scholia in Homeri Iliadem, 1517); di Porphyrii Quaestiones Homericae, Eiusdem de Antro Nympharum (1518), prima edizione di due testi di critica omerica di Porfirio di Tiro; degli scolî alle tragedie sofoclee (Scholia in Sophoclis tragoedias, 1518). Le prime due opere sono prese in esame da Filippomaria Pontani, la terza da Luigi Ferreri. E ancora di Luigi Ferreri è l’analisi dell’edizione di due opere di Arsenio Apostoli, ΓΕΡΑΣ ΣΠΑΝΙΟΝ e Apophthegmata (1519). Il primo è un opuscoletto antologico con excerpta su temi di filosofia morale dalla destinazione eminentemente scolastica. L’altra operetta edita nello stesso 1519 dal titolo Arsenii Apostolii Praeclara dicta philosophorum, imperatorum, oratorum et poetarum è divisa in sezioni: proverbi, sentenze, apophthegmata e historiai.

Attribuibile al Ginnasio greco è la stampa delle tre orazioni isocratee (Isocratis Orationes tres), esaminate da Rosa Maria Piccione che le data agli anni 1514-1519. I tre discorsi parenetici (Ad Demonicum, Ad Nicoclem, Nicocles) erano già nel canone dei sussidi testuali per contesti didattici. L’assegnazione al Ginnasio greco è sostenuta dall’analogia dei caratteri con il volume sugli scolî omerici di Lascari, predisposti a Firenze dall’Alopa e poi trasferiti a Roma dal Lascari stesso.

Edizione falsamente attribuita al Ginnasio Greco risulta la Ps.Cebetis Tabula con altre operette (De legendis gentilium libris di Basilio; Hieron di Senofonte; ps.Plutarco, De liberis educandis). L’esame di questa edizione è di Luigi Ferreri e David Speranzi. Per elementi tecnici, caratteri editoriali, filigrana, gli Autori propongono, piuttosto che il Ginnasio romano, la stamperia fiorentina di Alopa con editore Lascari negli ultimi anni della permanenza a Firenze (intorno al 1495).

Restano da considerare le edizioni di Angelo Barbato e di Demetrio Duca, le cui schede bibliografiche sono rispettivamente di Luigi Ferreri e di Jean-Marie Flamand e, a chiusura del volume, due edizioni anonime di attribuzione incerta, presentate da Saulo Delle Donne e da Luigi Ferreri. Scarna la biografia ricostruibile di Angelo Barbato, già attivo a Venezia. Legato a Leone X, nel 1520 a Roma è editore e tipografo in proprio. Sono note due sue edizioni di opere in greco, i Progymnasmata di Elio Teone (1520) e i Progymnasmata di Libanio, pubblicati anonimi forse ancora nel 1520. L’opera di Teone rientra tra i trattati destinati a insegnanti e allievi con precetti e temi per esercizi; il testo di Libanio costituisce una raccolta di modelli per la composizione in prosa. La successiva scheda biografica di Flamand informa sul grecista ed editore cretese Demetrio Duca (1480 ca. – 1527 ca.), filologo e collaboratore dal 1505 presso Manuzio, nel 1513 invitato dal cardinale Jjménez de Cisneros, per editare il tomo V della Bibbia poliglotta, il Nuovo Testamento, quindi a Roma dove, nel 1523, tiene un insegnamento di greco.

Nel 1526, Duca pubblica la editio princeps di un messale greco (Varia Liturgica Graeca) con le anafore più impiegate nel mondo bizantino e un’appendice con altre opere di natura liturgica. Sever J. Voicu cura l’esame dell’operetta, in origine destinata al clero ortodosso dei territori soggetti a Venezia e successivamente di diffusione più ampia nella cornice delle polemiche con i Riformatori per l’eucaristia.

Prevalenti le finalità didattiche per le ultime due edizioni romane, di incerta attribuzione. La prima, esaminata da Antonio Rollo, degli Erotemata di Crisolora (1522), si inquadra in una precedente tradizione editoriale e costituisce la prima grammatica greca composta da un bizantino per gli occidentali. Il manuale è stato assegnato alla tipografia di Calliergi sulla base dei caratteri, ma la questione è complessa e resta insoluta.

Lo stesso editore, sempre in forma anonima, stampa anche un’edizione della Consolatio ad Apollonium ps.plutarchea, presentata da Saulo Delle Donne e Luigi Ferreri, a chiusura del volume. L’edizione è stata convincentemente ricondotta alla stessa tipografia romana degli Erotemata del Crisolora, attiva negli anni Venti a Roma e a oggi anonima, di alta qualità editoriale.

In appendice, di Anna Gaspari, la Descrizione dell’esemplare della Biblioteca Vallicelliana S.Borr. A.IV.19 con la Consolatio ps.plutarchea.

Arricchiscono il volume, elegante e curato nella veste tipografica, pur con qualche refuso, l’elenco di abbreviazioni bibliografiche e gli indici, di nomi e opere, di autori e destinatari di dediche e composizioni poetiche.

Contents

Premessa di Concetta Bianca
Introduzione di Luigi Ferreri
Avvertenza e criteri di edizione

Parte I: Un’edizione di Étienne Guillery ed Ercole Nani
Etienne Guillery, Notizie biografiche di Luigi Ferreri
Ercole Nani, Notizie biografiche di Luigi Ferreri
Paolo Enea, Operetta bellissima di Antonio Rollo

Parte II: edizioni di Zaccaria Calliergi
Zaccaria Calliergi, Notizie biografiche di Jean-Marie Flamand
Pindari Carmina cum scholiis di Saulo Delle Donne

Appendice 1 di Saulo Delle Donne
Appendice 2 di Saulo Delle Donne
Appendice 3 di Saulo Delle Donne

Theocriti Idyllia cum scholiis di Luigi Ferreri
Horae in laudem beatissimae Virginis di Anna Gaspari
Thomae Magistri Attici eloquii elegantiae di Anna Gaspari
Phrynichi Ecologa verborum et nominum Atticorum di Anna Gaspari
Octoechos di Anna Gaspari
Guarini Favorini Magnum Dictionarium Graeco-Latinum di Giuseppe Ucciardello

Parte III: edizioni del Ginnasio Greco
Giano Lascari, Notizie biografiche di Jean-Marie Flamand
Aristobulo (Arsenio) Apostoli, Notizie biografiche di Jean-Marie Flamand

III A: Edizioni Sicuramente del Ginnasio Greco
Scholia in Homeri Iliadem di Filippomaria Pontani
Porphyrii Quaestiones Homericae di Filippomaria Pontani
Scholia in Sophoclis Tragoedias di Luigi Ferreri
Arsenii Apostolii ΓΕΡΑΣ ΣΠΑΝΙΟΝ di Luigi Ferreri
Arsenii Apostolii Apophthegmata di Luigi Ferreri
III B: Un'edizione attribuibile al Ginnasio Greco
Isocratis Orationes tres di Rosa Maria Piccione

III C : Un'edizioni falsamente attribuita al Ginnasio Greco
Ps. Cebetis Tabula et alia Opuscula di Luigi Ferreri e David Speranzi

Parte IV: edizioni di Angelo Barbato
Angelo Barbato, Notizie biografiche di Luigi Ferreri
Aelii Theonis Progymnasmata di Luigi Ferreri
Libanii Progymnasmata di Luigi Ferreri

Parte V: Un’edizioni Demetrio Duca
Demetrio Duca, Notizie biografiche di Jean-Marie Flamand
Varia Liturgica Graeca, di Sever J. Voicu

Parte VI: Due edizioni dall'incerta attribuzione
VI A: Un'edizione anonima datata Manuelis Chrysolorae Erotemata di Antonio Rollo
VI B: Un'edizione anonima senza data, attribuibile allo stesso editore Plutarchi Consolatio ad Apollonium di Saulo Delle Donne e Luigi Ferreri

Appendice di Anna Gaspari
Abbreviazioni Bibliografiche
Indice dei nomi e delle opere
Indice degli autori e dei destinatari delle lettere di dedica e delle composizioni poetiche
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