Bryn Mawr Classical Review

BMCR 2014.06.49 on the BMCR blog

Bryn Mawr Classical Review 2014.06.49

Fabio Gasti, Profilo storico della letteratura tardolatina. Didattica e formazione; Letteratura latina, 3.7.   Pavia:  Pavia University Press, 2013.  Pp. xiv, 322.  ISBN 9788896764091.  €25.00.  


Reviewed by Roberto Chiappiniello, St Mary’s College, UK (rchiappiniello@stmaryscalne.org)

L’esplosione d’interesse per il mondo tardo antico su cui, alcuni anni fa, si soffermava l’analisi attenta di Andrea Giardina1 non accusa momenti di pausa. Solo negli ultimi mesi sono apparsi studi che sicuramente contribuiranno a comprendere ancora meglio quel periodo complesso (così a lungo tacciato di decadenza), attraversato da un carsico senso di “ansia”2 che va sotto il nome di tardoantico. Si pensi solo, ad esempio, all’ultimo documentatissimo opus di Peter Brown,3 al voluminoso Handbook on Late Antiquity edito da Scott Fitzgerald Johnson (Oxford 2012, recensito in BMCR 2013.07.29) oppure al Companion to Late Antiquity edito da Philip Rousseau (Oxford 2012, recensito in BMCR 2010.02.45).

Fabio Gasti, che ha recentemente pubblicato un saggio sul libro ottavo delle Confessioni di Agostino (recensito in BMCR 2012.10.33), ha da poco pubblicato un lavoro di ampio respiro sul mondo letterario tardoantico. Il manuale offre un chiaro studio introduttivo alla letteratura tardolatina, indirizzato principalmente a studenti universitari e a tutti coloro che cercassero un testo propedeutico, snello ma nel contempo esauriente, che li guidasse alla scoperta dei testi ed i gusti letterari della letteratura tardoantica. Profilo Storico, come lo definisce l’autore stesso in prefazione,—“nasce dalle ceneri” di un progetto iniziale il cui scopo era quello di preparare un manuale introduttivo a testi e scrittori tardoantichi per gli studenti delle scuole secondarie italiane.

Gasti si prefige come compito principale quello di esaminare olisticamente la letteratura tardolatina come un corpus di documenti che illustrino la trasformazione della società tardo romana sia dal punto di vista della poetica che dello Zeitgeist socio-culturale. Il manuale racchiude un arco temporale che va dalla crisi socio-economica del III secolo, e la fioritura dei primi scrittori cristiani, sino al VI secolo e la cosiddetta letteratura romanobarbarica. Il volume si chiude con l’esposizione delle Etimologie di Isidoro.

Il Profilo storico si snoda in 33 capitoli teoricamente racchiudibili in 2 sezioni: nella prima sezione (pp. 1-222) si illustra la produzione letteraria nel terzo e quarto secolo, la seconda sezione, più breve e meno sviluppata (pp. 223-322), si incentra sul quinto e il sesto secolo.4

Nei primi quattro capitoli introduttivi sul terzo e quarto secolo, i frequenti scricchiolii nell’impalcatura dell’Impero romano e la diffusione del cristianesimo fanno da cornice ad un diffuso e crescente stato di crisi di identità e di insicurezza, causata questa dalle frequenti incursioni di tribù barbare nel corpo dell’Impero. In questo stesso periodo inizia ad affermarsi il ruolo, che sarà sempre più influente, dei grammatici, prosperano gli studi antiquari ed il gusto letterario per le storie romanzate. Contemporaneamente, vede la luce la prima apologetica cristiana (che Gasti definisce “conciliante”) di Minucio e la vis polemica di Arnobio.

Nei successivi nove capitoli Gasti passa in rassegna le figure chiave della letteratura cristiana del quarto secolo: il “ciceroniano” Lattanzio (cap. 7); l’intransigenza di Commodiano nella sua battaglia contro la cultura pagana; i pastiches centoniani e la rieleborazione in chiave cristiana del genere bucolico classico sperimentata da Nemesiano (cap. 8); l’epica cristiana di Giovenco (cap. 9); il virtuosismo nugatorio e lo sperimentalismo di Ausonio (cap. 11); la propaganda imperiale, la ripresa dell’epica e dell’invettiva nei testi di Claudiano (cap. 12); il modello dell’epica virgiliana colorata di un gusto ‘barocco’ per il truce e il patetico in Prudenzio (cap. 13); la trasformazione in chiave cristiana di una vasta gamma di generi e motivi (dall’epitalamio alla consolatio, dal genetliaco all’elegia) operata da Paolino da Nola (cap. 14); l’oratoria di Simmaco e la ricerca storica di Ammiano Marcellino (cc. 15-16).

Nella seconda parte del volume (cc. 18-22) Gasti si sofferma sulla diffusione del genere della manualistica come i trattati di arte militare, giornali di viaggio (come l’Itinerarium Egeriae) e l’affermazione delle scuole di grammatica grazie all’operato di influenti grammatici come Elio Donato, Nonio Marcello e Servio. Questa sezione termina con tre capitoli dedicati ai testi di tre figure cardine della letteratura cristiana latina tra la fine del quarto e l’inizio del quinto secolo: Ambrogio, Gerolamo e Agostino. Per ognuno di questi autori Gasti offre un’esposizione abbastanza dettagliata del contenuto dei loro testi, una sezione sul milieu storico- culturale, brevi analisi stilistiche seguite da discussioni sui modelli letterari di riferimento. Gli ultimi capitoli (cc. 23-33) sono dedicati a quegli scrittori che operarono sul crinale tra mondo romano e società romano-barbariche: dalla letteratura della nostalgia (Namaziano) alla cultura monastica (Cassiano), dal lusus meramente letterario di Sidonio alle rivisitazioni dei testi classici in chiave epica e/o allegorica da parte di Fulgenzio, Venanzio, Corippo e Draconzio.

L’analisi di ogni autore termina con un paragrafo sui modelli letterari e le idiosincrasie stilistiche. Lo stile è chiaro e pressocché privo di tecnicismi, numerose sono le citazioni in latino (con traduzione italiana) di passi che esemplificano il taglio ideologico di un testo oppure lo stile dell’autore stesso. Tuttavia, i sussidi bibliografici sono la parte debole del manuale. Sebbene, come detto in precedenza, Gasti si rivolga ad un pubblico di studenti italiani che abbiano poca o scarsa conoscenza della Spätantike, sarebbe stato comunque molto utile corredare il manuale con una sezione bibliografica in coda, che fosse non solo aggiornata ma che ponesse all’attenzione di chi legge riferimenti a importanti studi pubblicati in questi ultimi anni da studiosi italiani e soprattutto stranieri anche se questi non siano stati (non ancora) tradotti in italiano.

Ad ogni buon conto, il lavoro di sintesi di Gasti è ammirevole, il manuale riesce bene nel suo proposito di introdurre la letteratura tardolatina ed invogliare i suoi lettori ad esplorare i testi tardo-antichi. Lo stile discorsivo è omogeneo, piano e ricco di rimandi. Particolarmente riusciti sono, su tutti, i capitoli su Agostino, scorrevoli le pagini su Rutilio e il suo viaggio ‘tra le rovine’ romane, puntuali i capitoli sullo stile adorno di Prudenzio e quello sincopato di Paolino, buone le sezioni sull’erudizione di Ausonio e il metodo storiografico di Ammiano. Studiosi e appassionati del Tardo Antico troveranno il manuale un utile strumento di compendio da cui poi partire per esplorare specifici generi, testi o autori.


Notes:


1.   A. Giardina, ‘Esplosione di tradoantico’ in Studi Storici 40, 1999, pp. 157-80.
2.   Così E.R. Dodds, Pagans and Christians in an Age of Anxiety, Cambridge 1965.
3.   P. Brown, Through the Eye of a Needle. Wealth, the Fall of Rome, and the Making of Christianity in the West, 350-550 AD, Princeton 2012.
4.   Si noti, ad esempio, che un autore come Sidonio Apollinare, fondamentale incrocio per la comprensione dello stile “precieux” della letteratura del quinto secolo, è liquidato in sole tre pagine!

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