Bryn Mawr Classical Review

Bryn Mawr Classical Review 2011.12.51

Ivana Savali-Lestrade, Isabelle Cogitore (ed.), Des Rois au Prince: pratiques du pouvoir monarchique dans l'Orient hellénistique et romain (IVe siècle avant J.-C. - IIe siècle après J.-C.). Des princes.   Grenoble:  Université Stendahl ELLUG, 2010.  Pp. 366.  ISBN 9782843101564.  €25.00 (pb).  



Reviewed by Leonardo Gregoratti, University of Udine (DerGrego@googlemail.com)

[Authors and titles are listed at the end of the review.]

Il presente volume raccoglie una serie di contributi accomunati da un medesimo oggetto di indagine: la regalità nel Vicino Oriente classico. Esperti di questioni relative all’oriente ellenistico e romano si alternano nell’affrontare una serie di temi fondamentali concernenti la regalità ellenistica e romana, al fine di fornire un quadro diacronicamente completo del potere monarchico in Oriente. Ne risulta una struttura dialogica nella quale, nel contesto relativo a ciascun tema specifico (le coordinate spazio-temporali, la rappresentazione del potere, gli aspetti artistici e religiosi), la monarchia ellenistica e il potere imperiale romano sono posti a confronto al fine di evidenziare le differenze e le similitudini.

Nell‘immaginario classico la regalità orientale era da sempre sinonimo di dispotismo e decadenza. Con l’ascesa di Roma la condanna etica e culturale delle regalità ellenistiche si accompagnò nella storiografia di epoca repubblicana ad una sottostima del ruolo politico dei monarchi ellenistici, culminata nella successiva età augustea con la negazione ai monarchi ellenistici del titolo e della dignità di Re e con la negazione di un posto per essi nella famosa teoria della Successione degli imperi in Oriente.

Il recente interesse sorto attorno alle regalità ellenistiche ha favorito una riflessione più approfondita di tali realtà statali evidenziando una situazione molto più complessa di quella descritta dalle fonti classiche e dalla storiografia tradizionale. I regni ellenistici non erano infatti realtà monolitiche, ma strutture articolate all’interno delle quali trovavano posto e ruolo politico anche formazioni urbane rispondenti al modello della polis greca, capaci di interagire in modo diretto con il monarca.

Nella prima sezione, “Le coordonnées spaziale et temporelles”, si evidenzia come sia l’impero romano che i regni ellenistici di oriente, in particolare il regno seleucide, fossero caratterizzati da una vasta estensione geografica. Essa comportava l’esistenza in entrambi i casi di realtà locali caratterizzate da una spiccata eterogeneità. Il potere a livello locale era modulato in forme diverse di dominio le quali instauravano rapporti di natura molto diversa con il potere centrale (L. Capdetrey, A. Suspène). L’organizzazione del calendario e la ripartizione del tempo erano viste nel mondo dei monarchi ellenistici come un mezzo di affermazione del proprio potere (I. Savalli-Lestrade). Per le autorità romane invece esse erano considerate un mezzo per creare una sorta di coesione sociale realizzata tramite l’alternarsi di feste e riti comuni che regolavano la vita di ogni abitante dell’ impero (J. Rüpke).

La seconda sezione, “Les vecteurs du povoir”, si occupa delle comunicazioni tra il potere centrale e le amministrazioni locali: un aspetto vitale per domini caratterizzati da una notevole estensione geografica e da ampie regioni periferiche. I contributi in questione trattano in particolare della corrispondenza dei re ellenistici e degli imperatori (B. Virgilio, F. Hurlet), delle immagini della regalità ellenistica (J. Ma) e delle emissioni monetarie dei Flavi (E. Rosso), degli Attalidi (M. Marcellesi) e degli imperatori da Augusto ad Adriano (M. Amandry). Tali temi sono analizzati quali forme di auto-rappresentazione del potere oltre che come mezzi per l’affermazione dell’autorità monarchica nelle regioni periferiche del dominio regale.

La terza sezione, “L’aura artistique et religieuse”, prende in considerazione ciò che i regni ellenistici e l’impero diffusero nelle regioni orientali attraverso forme di affermazione e rappresentazione del potere poste al di fuori dei vettori ufficiali e amministrativi. Questa parte del volume affronta il problema relativo alla trasmissione e alla diffusione di una certa idea del potere monarchico per mezzo della produzione letteraria, strettamente legata alla corte. In questo contesto vengono approfondite in particolare le problematiche concernenti l’Egtto Lagide (S. Barbantani) e la figura del poeta Crinagora, letterato greco presso la corte di Antonio e Cleopatra prima di passare al servizio di Ottaviano e della dinastia imperiale (I. Cogitore). Egli costituisce un ottimo esempio di un intellettuale diviso tra due mondi, tra due modi di concepire la regalità orientale: il mondo delle corti ellenistiche di tipo tradizionale e le nuove forme di regalità introdotte dal principato augusteo. Nell’ambito della medesima sezione gli ultimi due contributi focalizzano l’attenzione sul culto della figura del sovrano.

Il culto del sovrano ellenistico, assimilato alle divinità principali del pantheon tradizionale greco, sopravvive in età romana ed è coltivato e promosso dalle comunità civiche in quanto considerato un importante elemento di coesione nella società locale (A.S. Chankowski). Parallelamente, e in forme simili, il culto della figura dell’imperatore viene promosso e organizzato da parte delle élites municipali, soprattutto in Asia minore (G. Frija). Le somiglianze concernenti gli scopi e le funzioni delle due pratiche religiose risultano chiare e contribuiscono a rendere evidente la continuità ideale che legava i re ellenistici e il potere romano nell’ambito della rappresentazione religiosa della regalità e della presenza sul territorio del culto del monarca.

Sembra essere appunto questo il pregio, al di là dell’alta qualità dei singoli interventi specifici, dell’intero volume. L’idea di fondo ne costituisce a mio avviso l’elemento più originale: mettere a confronto contributi relativi alla realtà ellenistica e a quella imperiale instaura di fatto un dialogo tra diverse aree di studi. La migliore comprensione delle modalità e delle forme della regalità in Oriente che ne risulta in modo quasi naturale giova al lettore oltre che al singolo studioso. Il volume costituisce quindi un’interessante, quanto necessario, esperimento metodologico che si spera verrà seguito anche per quanto riguarda altri ambiti di studio e periodi storici.

Table of Contents

Ivana Savalli-Lestrade — Préface
LES COORDONNÉES SPATIALES ET TEMPORELLES
Isabelle Cogitore — Introduction
I. Laurent Capdetrey — Espace, territoires et souveraineté dans le monde hellénistique : l’exemple du royaume séleucide
II. Arnaud Suspène — L’Empire et le royaume: des territoires inconciliables ?
III. Ivana Savalli-Lestrade — Les rois hellénistiques, maîtres du temps
IV. Jörg Rüpke — Calendriers romains d’époque augustéenne: politique calendaire
LES VECTEURS DU POUVOIR
Isabelle Cogitore — Introduction
V. Biagio Virgilio — La correspondance du roi hellénistique
VI. Frédéric Hurlet — Pouvoirs et autoreprésentation du Prince à travers la correspondance impériale d’Auguste à Trajan (27 avant J.-C. – 117 après J.-C.)
VII. John Ma — Le roi en ses images: essai sur les représentations du pouvoir monarchique dans le monde hellénistique
VIII. Emmanuelle Rosso — Entre Orient et Occident : création et diffusion de l’image impériale flavienne (69-70 après J.-C.)
IX. Marie-Christine Marcellesi — Le monnayage royal et ses interactions avec les monnayages civiques : l’exemple du royaume attalide
X. Michel Amandry — Le monnayage provincial d’Auguste à Hadrien
L’AURA ARTISTIQUE ET RELIGIEUSE
Isabelle Cogitore — Introduction
XI. Silvia Barbantani — Idéologie royale et littérature de cour dans l’Égypte lagide
XII. Isabelle Cogitore — Crinagoras et les poètes de la Couronne de Philippe: la cour impériale romaine dans les yeux des Grecs
XIII. Andrzej Stanislaw Chankowski — Les cultes des souverains hellénistiques après la disparition des dynasties: formes de survie et d’extinction d’une institution dans un contexte civique
XIV. Gabrielle Frija — Du prêtre du roi au prêtre de Rome et au grand prêtre d’Auguste : la mise en place du culte impérial civique
BIBLIOGRAPHIE
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